Cenni storici sulla Cardiomiopatia Ipertrofica

La Cardiomiopatia Ipertrofica è stata scoperta nel 1958 dal patologo inglese Donald Teare che ha descritto la malattia come un tumore del cuore.

Da allora, molti nomi diversi sono stati utilizzati per questa condizione e la nomenclatura della malattia rimane confusa. Infatti, durante gli ultimi 40 anni, la Cardiomiopatia Ipertrofica è stata descritta con 75 nomi diversi da medici e scienziati. Per nessun’altra malattia sono mai stati usati tanti nomi.
Perché è avvenuto? La ragione principale per questa proliferazione di nomi indubbiamente deriva dalla eterogeneità e diversità con cui questa malattia si manifesta, e questo è un aspetto importante della Cardiomiopatia Ipertrofica. Dato che pochi cardiologi hanno seguito un numero elevato di pazienti con questa malattia, spesso hanno basato la loro visione della Cardiomiopatia Ipertrofica solo sulla loro personale e limitata esperienza.

Attualmente, gli esperti della Cardiomiopatia Ipertrofica e altri specialisti cardiologi considerano Cardiomiopatia Ipertrofica il termine più appropriato per descrivere questa malattia così eterogenea. Questo termine sottolinea l’ipertrofia che rappresenta il contrassegno diagnostico nella grande maggioranza dei pazienti, e il fatto che la malattia è una cardiomiopatia cioè un'alterazione del muscolo cardiaco, mentre non fa menzione dell’ostruzione (che è presente soltanto in una minoranza di pazienti).

Pertanto, i termini da preferire sono "Cardiomiopatia Ipertrofica con ostruzione" e "Cardiomiopatia Ipertrofica senza ostruzione".


 



Cardiomiopatia Ipertrofica