Risonanza magnetica cardiaca (RMN)
Studi recenti hanno dimostrato che la risonanza magnetica cardiaca (RMN)
fornisce immagini estremamente dettagliate del cuore. Nei pazienti con
cardiomiopatia ipertrofica, la RMN permette di valutare le alterazioni
cardiache causate dalla malattia in modo più accurato dell’ecocardiogramma,
ed in alcuni pazienti in cui gli ultrasuoni non riescono a visualizzare la
porzione di cuore anormalmente ispessita (A), la RMN può chiarire la diagnosi (B).
Inoltre, la RMN permette di evidenziare il fenomeno del “delayed enhancement”,
ovvero la presenza di aree di fibrosi all’interno nel muscolo cardiaco. La fibrosi
è un processo degenerativo del cuore in cui cellule muscolari cardiache vengono
sostituite tessuto fibrotico (che non si contrae). Più estesa è la fibrosi, maggiore
è il danno al cuore. La RMN viene eseguita introducendo i pazienti in un tubo, e l’esame
dura circa 40 minuti, inclusa la valutazione del delayed enhancement. Quindi, la RMN
non può essere eseguita in persone che soffrano di claustrofobia.