La Cardiomiopatia Ipertrofica
è una malattia frequente?

Studi recenti condotti negli Stati Uniti suggeriscono che la Cardiomiopatia Ipertrofica (HCM) è una malattia più frequente di quanto non si credesse. Si stima che, attualmente, nella popolazione generale 1 individuo su 500 o 1 su 1000 sia affetto da HCM. Queste stime sono relative a soggetti adulti nei quali la Cardiomiopatia Ipertrofica è diagnosticabile con l’ecocardiografia. Bambini o individui adulti possono però anche essere portatori del gene mutante per la Cardiomiopatia Ipertrofica senza manifestare i segni clinici della malattia (l’ipertrofia).

La Cardiomiopatia Ipertrofica è una malattia diffusa in tutto il mondo, ma la maggioranza delle informazioni e della ricerca scientifica su questo argomento provengono dal Nord America (Stati Uniti e Canada), dall’Europa (Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania e Svizzera) e dal Giappone; dati sono anche giunti da: Sud America, Israele, Australia e Nuova Zelanda.

Nei pazienti che appartengono a diverse aree del mondo, la Cardiomiopatia Ipertrofica appare sostanzialmente simile per presentazione clinica, modificazioni strutturali cardiache, e prognosi. Una piccola eccezione è rappresentata dalla forma giapponese della Cardiomiopatia Ipertrofica, in cui la forma apicale della malattia (aumento dello spessore della parete localizzato all’estremità o apice del ventricolo sinistro) sembra essere più frequente rispetto ad altri Paesi - una differenza che può essere dovuta a particolari fattori razziali e ambientali.

Considerazioni Particolari: Sesso e Razza

Nella letteratura medica, la Cardiomiopatia Ipertrofica è stata riportata come più frequente negli uomini che nelle donne (circa 60% rispetto al 40%). In realtà, dato che la Cardiomiopatia Ipertrofica è una malattia genetica trasmessa con meccanismo di tipo autosomico dominante, è presente in uguale misura negli uomini e nelle donne. Questo indica che la Cardiomiopatia Ipertrofica è diagnosticata meno frequentemente nelle donne rispetto agli uomini. Le ragioni di tale fenomeno sono incerte. Tuttavia, vi è ora una qualche evidenza che le donne con Cardiomiopatia Ipertrofica sviluppino sintomi e vengano diagnosticate più tardi, e possono avere conseguenze più gravi della loro malattia rispetto agli uomini.

La Cardiomiopatia Ipertrofica è stata diagnosticata raramente in un contesto clinico negli africani-americani. D’altra parte, la Cardiomiopatia Ipertrofica ha dimostrato di essere una causa comune di morte improvvisa nei giovani atleti maschi africani-americani (che non avevano avuto una diagnosi della malattia o una valutazione cardiovascolare prima della morte). Questo suggerisce che la rarità della diagnosi di Cardiomiopatia Ipertrofica tra gli africani-americani può essere ricondotta, in larga parte, a fattori socioeconomici che limitano l’accesso ai medici specialisti, una condizione che rappresenta un prerequisito per essere sottoposti a una indagine ecocardiografica e ottenere una diagnosi clinica di Cardiomiopatia Ipertrofica. 


 



Cardiomiopatia Ipertrofica